L’ ARCHITETTURA

L’edificio, che solo apparentemente denuncia una modesta cubatura grazie ad una sapiente articolazione volumica, si sviluppa su una superficie di circa 1500 metri quadri, con i suoi tre livelli fuori terra, il terrazzo belvedere di copertura, e le vaste dimensioni del piano interrato che  occupa  pressoché tutta l’area del lotto

Ispirato da motivi che richiamano il mondo naturale Palazzo Boglietti tenta di generare ex-novo  uno spazio dinamico attraverso la negazione assoluta del volume unitario.

L’imponente massa rocciosa che costituisce l’involucro della costruzione è di pietra Verde delle Alpi, e proviene dalle cave di Gressoney. Da essa, come miceti nutriti dalla quercia, si snodano prorompenti calotte sferiche sovrastate da gusci in rame, che con un movimento ascendente si proiettano verso l’alto e generano terrazze e superfici accessibili ai visitatori.  Il Palazzo è il risultato della virtuosa ricerca di una complicazione spaziale e, attraverso un generoso omaggio dichiaratamente wrightiano, evoca caratteristiche tipiche dell’espressionismo.

Questa brillante intuizione, forgiata secondo un linguaggio formale capace di ottenere, per le svariate ed ingegnose invenzioni presenti, l’unità nella diversità, veicola il messaggio di rivendicazione urbana lanciato in origine.

Di notevole interesse è il vano scala a piramide triangolare rovescia disassato e orientato in maniera diversa rispetto agli assi ordinatori del sistema.

Assolutamente particolare è poi lo spazio interno al piano terreno: un vero e proprio espace indicible,  in continuo movimento, e nel quale le invenzioni e il dinamismo espositivo non smettono di sorprendere il visitatore: si veda, ad esempio, il  “pianerottolo/soppalco” costituito da una giocosa combinazione di semisfere collocate dissimmetricamente nel grande spazio centrale.